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programmazione educativo/didattica
RIFERIMENTI GIURIDICI
e NORMATIVI
v Riferimenti
normativi
- Legge 15 marzo 1997 – n. 59 art. 21.
Norme generali
in materia di autonomia amministrativa, didattica, organizzativa, di
ricerca e sviluppo delle istituzioni scolastiche.
- D.P.R. 8 marzo 1999 – n. 275.
Norme in materia
di autonomia delle istituzioni scolastiche.
- Legge 10 marzo 2000 – n. 62
Norme per la
parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e
all’istruzione
- C.C.N.L. FISM relativo al personale del comparto
scuola
v Riferimenti
che regolano l’attuale sistema
di istruzione
- Legge 28 marzo 2003 - n. 53.
Delega al
Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei
livelli
essenziali delle
prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale.
Definizione
delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia ed al primo
ciclo
dell’istruzione a norma art. 1 della legge 28 marzo 2003 n.
53.
-
Direttiva n. 68 del 3 agosto 2007: Modalità di attuazione delle
indicazioni per il Curricolo.
-
Indicazioni per il Curricolo per la scuola dell’infanzia e per
il primo ciclo di istruzione. Sett. ‘07
-
Decreto ministeriale del 31 luglio 2007
Indicazioni per
il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione
relativamente
all'insegnamento della religione cattolica.
v Indirizzi generali approvati nel Comitato di
Gestione
- Valori costituzionali
dell’uomo e del cittadino.
- Conoscenza e rispetto delle
regole della vita comunitaria.
- Rapporti costruttivi fra scuola e
famiglia.
- Principi di tolleranza e di
reciproco rispetto verso le diversità.
- Valorizzazione dell’autonomia
scolastica per una effettiva personalizzazione dei percorsi
educativi.
- Riferimenti normativi e culturali
a: persona, cittadinanza, comunità educante.
- Principio di qualità come
tensione continua verso il miglioramento.
- Scuola aperta al confronto nel
quale la valutazione formativa è metodo di lavoro.
L PATTO EDUCATIVO
Il patto educativo è la dichiarazione dell'offerta formativa
della scuola e del corrispettivo impegno dei suoi utenti; esso coinvolge
tutto il personale scolastico e particolarmente i docenti, gli allievi, i
genitori e tutti gli altri responsabili dell'attività educativa.
L'alunno verrà portato a conoscere e a partecipare alla
realizzazione del suo percorso formativo; l'insegnante cercherà di
esplicitare e motivare le scelte relative alla programmazione educativa e
didattica.
Per rendere possibile una vera collaborazione tra docenti e
genitori è necessario che si costruisca un rapporto fondato sulla reciproca
fiducia e stima e un clima sereno, che faciliti lo stare bene a scuola e
stimoli la voglia di apprendere e lavorare insieme.
La scuola perseguirà costantemente l’obiettivo di
costruire un patto educativo con i genitori.
Perché questo documento.
La preparazione del P.O.F. è un momento di riflessione
sulle scelte che condizioneranno tutte le attività successive della scuola.
Il confronto fra tutti gli attori dell’educazione
degli alunni e la diffusione del documento sul territorio attivano processi
di integrazione e di positiva collaborazione.
Perché la collaborazione scuola –
famiglia.
La scuola imposta la sua azione educativa al rispetto
“dell’altro”, inteso come persona ( alunni, docenti,
personale della scuola, collaboratori esterni) e come patrimonio (rispetto
del materiale proprio, degli altri, della scuola e di tutti gli ambienti in
cui il bambino si trova ad agire).
Gli insegnanti si impegnano a ricercare insieme con la
famiglia indirizzi educativi comuni, nel rispetto dei reciproci ruoli, al
fine di favorire una crescita armoniosa degli alunni (art. 30 della
Costituzione).
Per non creare confusione nei bambini e non interferire nei
compiti specifici di ognuno, è impegno comune rispettare i ruoli e le
funzioni delle diverse figure che operano nella scuola (Dirigente
Scolastico, insegnanti, personale ausiliario, operatori esterni). E’
condiviso l’obiettivo di favorire la progressiva conquista di
autonomia del bambino, incoraggiandolo e sostenendolo nell’assunzione
di responsabilità, per far sì che egli sviluppi la sicurezza nelle proprie
capacità.
I lavori di gruppo, le sezioni eterogenee, le attività di
laboratorio, sono scelte metodologiche, didattiche ed organizzative che
competono agli insegnanti, ma delle quali sarà data ampia informazione a
tutti i genitori; esse vengono attuate per valorizzare
l’integrazione, la motivazione e l’apprendimento di tutti i
bambini.
Tutto ciò servirà a:
- facilitare il bambino nell’apprendimento e
nell’acquisizione di comportamenti responsabili ed utili
per il presente
ed il futuro.
- garantire coerenza e continuità nel lavoro a casa e a
scuola.
Perché in comune abbiamo i vostri figli, che sono anche
i nostri alunni.
Perché in comune abbiamo l’esigenza di educarli, a
scuola, attraverso le discipline, le nostre regole, i nostri giochi,
l’uso dei nostri spazi, dei nostri laboratori offrendo la nostra
professionalità.
Perché in
comune abbiamo il desiderio ed il dovere di collaborare, di rispondere loro
sempre con coerenza, trasmettendo in tal modo serenità, sicurezza e
fiducia.
Gli Insegnanti si impegnano a:
- Realizzare un clima positivo nella vita scolastica
quotidiana che favorisca il benessere psicofisico
del bambino e, di conseguenza,
l’apprendimento.
- Rispettare i tempi e le modalità di apprendimento
tipici di ciascuno.
- Praticare un ascolto attivo incoraggiando, spiegando, facendo
riflettere.
- Condividere e rispettare le regole di convivenza
scaturite dall’esperienza.
- Favorire l’iniziativa, la fiducia in sé, la
responsabilità personale, la capacità di riflettere e valutare,
la
collaborazione.
- Proporre attività in modo interessante, graduando le
difficoltà.
- Instaurare e mantenere rapporti con i genitori di
reciproca collaborazione, ricevendoli nei tempi e
nei modi stabiliti per garantire il ruolo
attivo di ciascuno.
I Genitori si impegnano a:
- Partecipare alla vita scolastica presenziando agli
organi collegiali, alle assemblee, ai colloqui individuali, ad eventuali
feste apportando il loro contributo dove lo ritengano opportuno.
- Favorire nel bambino, in collaborazione con la scuola,
l’acquisizione delle regole di vita.
- Condividere le scelte educative della scuola,
mantenendo un atteggiamento di fiducia e di collaborazione, per non creare
disagio e confusione nel bambino.
- Rispettare
gli orari scolastici: essere puntuali a scuola è una forma di rispetto
verso se stessi e gli altri e permette di cominciare bene la giornata
insieme.
- Favorire
l’organizzazione comunicando puntualmente le assenze, le entrate e le
uscite diversedal normale orario scolastico, nonché gli eventuali problemi
contingenti del bambino.
-
Leggere avvisi e comunicazioni, anche al fine di valorizzare
l’esperienza scolastica dei bambini;
Gli Alunni si impegnano a:
- Comportarsi educatamente in tutte le situazioni
scolastiche, collaborare con i compagni, rispettare le regole nei diversi
ambienti.
- Avere cura del materiale scolastico e rispettare le
cose altrui ed i beni comuni della scuola.
- Rispettare tutte le persone , le loro idee e il loro
modo di essere anche se diverso dal proprio.
- Portare a termine gli incarichi assegnati nei tempi
stabiliti e in modo adeguato.
CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE SEZIONI
Il collegio docenti, dopo aver
valutato attentamente il problema della formazione delle classi, delle
iscrizioni nuove o per trasferimento anche ad anno inoltrato, ha deliberato
i seguenti criteri di formazione delle sezioni:
- Equa ripartizione
maschi-femmine
- Equa ripartizione alunni
provenienti dall’asilo nido
- Equa ripartizione eventuali
casi di handicap
- Equa ripartizione alunni trasferiti
in corso d’anno
- Equa
ripartizione alunni stranieri
- Presenza nella medesima
sezione dei fratelli
APPROFONDIMENTO OFFERTA FORMATIVA
La scuola si avvale di esperti
esterni per contributi professionali in varie discipline al fine di
approfondire l’offerta formativa rivolta agli alunni. Gli interventi
degli esperti esterni sono fatti alla presenza dei Docenti che sono
titolari dell’azione educativa nella classe e che hanno il compito di
programmare l’attività per inserirla adeguatamente nel curricolo e
migliorare così l’apprendimento degli alunni.
LE ORE DI COMPRESENZA
Le ore di
compresenza sono estremamente limitate e la contemporaneità potrà essere
utilizzata per progetti particolari secondo programmazioni dettate dalle
necessità della progettazione.
IL PROGETTO EDUCATIVO
Attenta
alle esigenze del nostro tempo ed in perfetta consonanza ed armonia con la
dottrina della Chiesa e con le indicazioni della psico-pedagogia, la nostra
scuola dell’infanzia ha elaborato il seguente progetto educativo e lo
propone alle famiglie come impegno verso l’infanzia.
Essa
rappresenta un’occasione per riflettere sull’identità cristiana
dell’offerta formativa e sui suoi principi ispiratori:
a)
difesa a promozione della dignità della persona umana in quanto
creata e amata da Dio Padre, unica e
irripetibile, degna di amore e di rispetto
b)
senso cristiano della vita che si concretizza essenzialmente nel
riconoscerla come dono di Dio, nell’accettare e rispettare sé stessi
nella diversità e originalità che contraddistingue ciascuno di noi,
donandosi liberamente ed entrando in comunione con altre persone
La sua
è una proposta che mira alla formazione di personalità autonome e
responsabili, arricchite da quei valori umani e cristiani che orientano il
bambino alla collaborazione e al dialogo nel rispetto reciproco, a maturare il senso dell’apertura
all’altro accolto come fratello.
Diventa
ambiente sereno, dove il bambino, imparando a conoscere sé stesso e il mondo
che lo circonda, si apre ai grandi valori della vita e alla dimensione
religiosa scoprendo la presenza di Dio come Creatore e Padre.
Per la
parrocchia è un prezioso servizio di pastorale perché diventa il luogo
d’incontro con le famiglie alle quali è possibile offrire un aiuto di
maturazione, accompagnando i genitori nel loro compito educativo.
La scuola dell’infanzia di ispirazione cristiana,
liberamente scelta dalle famiglie, si rivolge a tutti i bambini dai 3 ai 6 anni
di età e è la risposta al loro diritto all’educazione.
È oggi un sistema pubblico integrato in evoluzione, che
rispetta le scelte educative delle famiglie e realizza il senso nazionale e
universale del diritto all’istruzione.
Per ogni bambino o bambina, essa si pone la finalità di
promuovere lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della
competenza, della cittadinanza.
Sviluppare l’identità significa imparare
a stare bene e a sentirsi sicuri nell’affrontare nuove esperienze in
un ambiente sociale allargato. Vuol dire imparare a conoscersi e a sentirsi
riconosciuti come persona unica e irripetibile, ma vuol dire anche
sperimentare diversi ruoli e diverse forme di identità: figlio, alunno,
compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio, appartenente a una
comunità.
L’identità del bambino si stabilisce non solo sulla
base dell’eredità genetica, ma soprattutto sulla base dei valori
culturali e religiosi che la famiglia e l’ambiente prossimo
apprezzano e condividono. La scuola di ispirazione cristiana si propone come veicolo privilegiato per
la trasmissione dei valori evangelici e del modello di vita incarnato da
Gesù.
Sviluppare l’autonomia comporta
l’acquisizione della capacità di interpretare e governare il proprio
corpo; partecipare alle attività nei diversi contesti; avere fiducia in sé
e fidarsi degli altri; realizzare le proprie attività senza scoraggiarsi;
provare piacere nel fare da sé e saper chiedere aiuto; esprimere con
diversi linguaggi i sentimenti e le emozioni; esplorare la realtà e
comprendere le regole della vita quotidiana; partecipare alle negoziazioni
e alle decisioni motivando le proprie opinioni, le proprie scelte e i propri
comportamenti; assumere atteggiamenti sempre più responsabili.
L’autonomia realizza concretamente l’aspirazione
umana alla libertà, nelle varie forme della proposta cristiana che
richiedono il rispetto di sé,
degli altri e dell’ambiente, la solidarietà, la giustizia e
l’impegno ad agire per il bene comune.
Sviluppare la competenza significa imparare
a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione,
l’osservazione e l’esercizio al confronto; descrivere la
propria esperienza e tradurla in tracce personali e condivise, rievocando,
narrando e rappresentando fatti significativi; sviluppare
l’attitudine a fare domande, riflettere, negoziare i significati.
Sviluppare il senso della cittadinanza significa scoprire
gli altri, i loro bisogni e la necessità di gestire i contrasti attraverso
regole condivise, che si definiscono attraverso le relazioni, il dialogo,
l’espressione del proprio pensiero, l’attenzione al punto di
vista dell’altro, il primo riconoscimento dei diritti e dei doveri;
significa porre le fondamenta di un abito democratico, eticamente
orientato, aperto al futuro e rispettoso del rapporto uomo-natura.
In questo ambito un elemento qualificante è
l’educazione religiosa alla quale si ispira tutta l’attività
educativa e didattica
I bambini
I bambini sono attivi, amano costruire, giocare, comunicare
e fin dalla nascita intraprendono una ricerca di senso che li sollecita a
indagare la realtà. Oggi, però, la crescita di ciascun bambino e di
ciascuna bambina è resa ardua dalle innumerevoli e spesso contrastanti
sollecitazioni comunicative, dai riferimenti identitari e relazionali
plurimi, dai tempi contratti che caratterizzano gli ambienti di vita e i
rapporti familiari e sociali, dalla solitudine di molte famiglie e dalla
carenza per molti bambini di contatti con i coetanei.
Giungono alla scuola dell’infanzia con una storia:
hanno imparato a parlare e a muoversi con autonomia; hanno sperimentato le
prime e più importanti relazioni; hanno appreso a esprimere emozioni e a interpretare
ruoli attraverso il gioco; hanno appreso i tratti fondamentali della loro
cultura. Fra i tre e i sei anni incontrano e sperimentano diversi
linguaggi, scoprono attraverso il dialogo e il confronto con gli altri
bambini l’esistenza di diversi punti di vista, pongono per la prima
volta le grandi domande esistenziali, osservano e interrogano la natura,
elaborano le prime ipotesi sulla lingua, sui media e sui diversi sistemi
simbolici. Le loro potenzialità e disponibilità possono essere sviluppate o
inibite, possono evolvere in modo armonioso o disarmonico, in ragione
dell’impegno professionale degli insegnanti, della collaborazione con
le famiglie, dell’organizzazione e delle risorse disponibili per
costruire contesti di apprendimento ricchi e significativi.
Le famiglie
Le famiglie, che rappresentano il contesto più influente per
lo sviluppo dei bambini, pur nella loro diversità – perché molteplici
sono gli ambienti di vita e i riferimenti, religiosi, etici,
comportamentali – sono sempre portatrici di risorse che possono
essere valorizzate, sostenute e condivise nella scuola, per consentire di
creare una rete solida di scambi e di responsabilità comuni. Il primo
incontro con la scuola e con gli insegnanti, nonché l’esperienza
scolastica dei figli aiutano i genitori a prendere più chiaramente
coscienza della responsabilità educativa che è loro affidata. Essi sono
così stimolati a partecipare a un dialogo intorno alle finalità della
scuola e agli orientamenti educativi, per rendere forti i loro bambini e
attrezzarli per un futuro che non è facile da prevedere e decifrare. Alla
scuola dell’infanzia si affacciano genitori che provengono da altre
nazioni e che costruiscono progetti lunghi o brevi di vita per i loro figli
nel nostro paese. Essi professano religioni diverse, si ispirano spesso a
modelli tradizionali di educazione, di ruoli sociali e di genere appresi
nei paesi di origine ed esprimono il bisogno di rinfrancare la propria
identità in una cultura per loro nuova.
La scuola dell’infanzia è per loro occasione di
incontro con altri genitori, per costruire rapporti di fiducia e nuovi
legami di comunità. Le famiglie dei bambini con disabilità chiedono
sostegno alla scuola per promuovere le risorse dei loro figli, attraverso
il riconoscimento sereno delle differenze e la costruzione di ambienti
educativi accoglienti e inclusivi, in modo che ciascun bambino possa
trovare attenzioni specifiche ai propri bisogni e condividere con gli altri
il proprio percorso di formazione.
Nell’affidare i propri figli alla scuola di
ispirazione cristiana i genitori si assumono il compito di collaborare con
questa istituzione educativa per la formazione dei bambini in riferimento
ai valori e ai modelli di vita sui quali si intende farli crescere.
L’ambiente di
apprendimento
La scuola dell’infanzia si propone come contesto di
relazione, di cura e di apprendimento, nel quale possono essere filtrate,
analizzate ed elaborate le sollecitazioni che i bambini sperimentano nelle
loro esperienze.
Promuove una pedagogia attiva e delle relazioni che si
manifesta nella capacità degli insegnanti di dare ascolto e attenzione a
ciascun bambino, nella cura dell’ambiente, dei gesti e delle cose e
nell’accompagnamento verso forme di conoscenza sempre più elaborate e
consapevoli. L’apprendimento avviene attraverso l’esperienza,
l’esplorazione, i rapporti tra i bambini, con la natura, gli oggetti,
l’arte, il territorio e le sue tradizioni, attraverso la
rielaborazione individuale e collettiva delle esperienze e attraverso attività
ludiche.
Con il gioco i bambini si esprimono, raccontano,
interpretano e combinano in modo creativo le esperienze soggettive e
sociali.
L’ambiente di apprendimento è organizzato dagli
insegnanti in modo che ogni bambino si senta riconosciuto, sostenuto e
valorizzato: il bambino con competenze forti, il bambino la cui famiglia
viene da lontano, il bambino con fragilità e difficoltà, il bambino con
bisogni educativi specifici, il bambino con disabilità, poiché tutti devono
saper coniugare il senso dell’incompiutezza con la tensione verso la
propria riuscita.
La vita di relazione è caratterizzata da ritualità e da
convivialità serena per incoraggiare il bambino a ritrovarsi
nell’ambiente e ad averne cura e responsabilità. Le relazioni con gli
insegnanti e fra i bambini sono un importante fattore protettivo e di
promozione dello sviluppo. La scuola dell’infanzia organizza le
proposte educative e didattiche espandendo e dando forma alle prime
esplorazioni, intuizioni e scoperte dei bambini attraverso un curricolo
esplicito. A esso è sotteso un curricolo implicito costituito da costanti
che definiscono l’ambiente di apprendimento e lo rendono specifico e
immediatamente riconoscibile:
– Lo spazio accogliente, caldo, curato, orientato dal
gusto, espressione della pedagogia e delle scelte educative di ciascuna
scuola. È uno spazio che parla dei bambini, del loro valore, dei loro
bisogni di gioco, di movimento, di espressione, di intimità e di socialità,
attraverso l’ambiente fisico, la scelta di arredamenti e oggetti
volti a creare una funzionale e invitante disposizione a essere abitato
dagli stessi bambini.
– Il tempo disteso, nel quale è possibile per il
bambino giocare, esplorare, dialogare, osservare, ascoltare, capire,
crescere con sicurezza e nella tranquillità, sentirsi padrone di sé e delle
attività che sperimenta e nelle quali si esercita. In questo modo il
bambino può scoprire e vivere il proprio tempo esistenziale senza
accelerazioni e senza rallentamenti indotti dagli adulti.
– La documentazione, come processo che produce tracce,
memoria e riflessione, che rende visibili le modalità e i percorsi di
formazione e che permette di valutare i progressi dell’apprendimento
individuale e di gruppo.
– Lo stile educativo, fondato sull’osservazione
e sull’ascolto, sulla progettualità elaborata collegialmente,
sull’intervento indiretto e di regia.
– La partecipazione, come dimensione che permette di
stabilire e sviluppare legami di corresponsabilità, di incoraggiare il
dialogo e la cooperazione nella costruzione della conoscenza.
La scuola dell’infanzia sperimenta con libertà la
propria organizzazione, la formazione dei gruppi, delle sezioni e le
attività di intersezione a seconda delle scelte pedagogiche, dell’età
e della numerosità dei bambini e delle risorse umane e ambientali delle
quali può disporre.
I CAMPI DI ESPERIENZA
Gli insegnanti accolgono, valorizzano ed estendono le
curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini e creano occasioni e
progetti di apprendimento per favorire l’organizzazione di ciò che i bambini
vanno scoprendo.
L’esperienza diretta, il gioco, il procedere per
tentativi ed errori permettono al bambino,
opportunamente guidato, di approfondire e sistematizzare gli
apprendimenti e di avviare processi di simbolizzazione e formalizzazione.
Pur nell’approccio globale che caratterizza la scuola
dell’infanzia, gli insegnanti individuano, dietro ai vari campi di
esperienza, il delinearsi dei saperi disciplinari e dei loro alfabeti. In
particolare nella scuola dell’infanzia i traguardi per lo sviluppo
della competenza suggeriscono all’insegnante orientamenti, attenzioni
e responsabilità nel creare occasioni e possibilità di esperienze volte a
favorire lo sviluppo della competenza, che a questa età va inteso in modo
globale e unitario.
Le
attività in ordine all’insegnamento della religione cattolica offrono
occasioni per lo sviluppo integrale della personalità dei bambini,
valorizzano la dimensione religiosa, promuovono la riflessione sul loro
patrimonio di esperienze e contribuiscono a rispondere al bisogno di
significato di cui anch’essi sono portatori. Per favorire la loro
maturazione personale, nella sua globalità, i traguardi relativi
all’Irc sono distribuiti nei vari campi di esperienza.
Il sé
e l’altro (Le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme)
I bambini formulano le grandi domande esistenziali e sul mondo
e cominciano a riflettere sul senso e sul valore morale delle loro azioni,
prendono coscienza della propria identità, scoprono le diversità e
apprendono le prime regole necessarie alla vita sociale.
Negli anni della scuola dell’infanzia il bambino osserva
la natura, la vita e il suo evolversi ed estinguersi, l’ambiente che
lo circonda, le relazioni tra le persone; ascolta le narrazioni degli
adulti, le espressioni delle loro opinioni e della loro fede; è testimone
degli eventi e ne vede la rappresentazione attraverso i media, partecipa
alle tradizioni della famiglia e della comunità.
Sente di appartenere alla sua famiglia, alla sua comunità,
alla sua scuola; si accorge di essere uguale e diverso nella varietà delle
situazioni, di poter essere accolto o escluso, di poter accogliere o
escludere. Si chiede dove era prima
di nascere e se e dove finirà la sua esistenza e quella di chi gli è caro,
quale sia l’origine del mondo; si interroga su Dio e si confronta con
l’esperienza religiosa.
La presenza di bambini che parlano altre lingue e hanno
tratti diversi e famiglie con tradizioni e religioni diverse, apre nuovi
orizzonti, suscita reazioni, curiosità, preoccupazioni e sentimenti che non
possono essere ignorati. In questi anni, dunque, si definisce e si articola
l’identità di ciascun bambino e di ciascuna bambina come
consapevolezza del proprio corpo, della propria personalità e del proprio
stare con gli altri.
Sono gli anni della scoperta degli adulti come fonte di
protezione e contenimento, degli altri bambini come compagni di giochi e
come limite alla propria volontà.
Il bambino cerca di dare un nome agli stati d’animo,
sperimenta il piacere e le difficoltà della condivisione e i primi
conflitti, supera progressivamente l’egocentrismo e può cogliere altri
punti di vista. Esperienze, emozioni, pensieri e domande generano
riflessioni, ipotesi, discorsi, comportamenti sociali che hanno bisogno di
spazi di incontro e di elaborazione.
La scuola si pone come luogo di dialogo, di approfondimento
culturale e di reciproca formazione tra genitori e insegnanti per
affrontare insieme questi temi e proporre ai bambini un modello di ascolto
e di rispetto, per convenire come aiutare ciascun bambino a trovare
risposte alle grandi domande in coerenza con le scelte della sua famiglia e
al tempo stesso riconoscendo e comprendendo scelte diverse e mostrando per
loro rispetto.
La scuola si confronta con le famiglie per condividere le
regole che consentono di realizzare le finalità educative e propone ai
bambini prime forme di dialogo sulle domande che essi pongono, sugli eventi
della vita quotidiana, sulle regole del vivere insieme.
Traguardi per lo sviluppo della competenza
Il bambino sviluppa il senso dell’identità personale,
è consapevole delle proprie esigenze e dei propri sentimenti, sa
controllarli ed esprimerli in modo adeguato.
Sa di avere una storia personale e familiare, conosce le
tradizioni della famiglia, della comunità e sviluppa un senso di
appartenenza.
Pone domande sui temi esistenziali e religiosi, sulle diversità
culturali, su ciò che è bene o male, sulla giustizia, e ha raggiunto una
prima consapevolezza dei propri diritti e dei diritti degli altri, dei
valori, delle ragioni e dei doveri che determinano il suo comportamento.
Riflette, si confronta, discute con gli adulti e con gli
altri bambini, si rende conto che esistono punti di vista diversi e sa
tenerne conto.
È consapevole delle differenze e sa averne rispetto.
Ascolta gli altri e dà spiegazioni del proprio comportamento
e del proprio punto di vista.
Dialoga, discute e progetta confrontando ipotesi e
procedure, gioca e lavora in modo costruttivo e creativo con gli altri
bambini.
Comprende chi è fonte di autorità e di responsabilità nei
diversi contesti, sa seguire regole di comportamento e assumersi responsabilità.
Relativamente alla
religione cattolica
Scopre
nel Vangelo la persona e l’insegnamento di Gesù, da cui apprende che
Dio è Padre di ogni persona e che la Chiesa è la comunità di uomini e donne
unita nel suo nome, per iniziare a maturare un positivo senso di sé e
sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a
differenti tradizioni culturali e religiose.
Il
corpo in movimento Identità,
autonomia, salute
I bambini prendono coscienza e acquisiscono il senso del
proprio sé fisico, il controllo del corpo, delle sue funzioni, della sua
immagine, delle possibilità sensoriali ed espressive e di relazione e imparano
ad averne cura attraverso l’educazione alla salute.
Il bambino che entra nella scuola ha già acquisito il
dominio delle principali funzioni del corpo, il senso della propria
identità e alcune conoscenze fondamentali riguardanti lo schema e il linguaggio
corporeo, attraverso le quali si esprime e organizza la sua presenza attiva
nel mondo circostante. Sviluppa la conoscenza del proprio corpo attraverso
l’esperienza sensoriale e percettiva che gli permette di
sperimentarne le potenzialità, di affinarle e di rappresentarlo.
I giochi e le
attività di movimento consolidano la sicurezza di sé e permettono ai
bambini e alle bambine di sperimentare le potenzialità e i limiti della
propria fisicità, i rischi dei movimenti incontrollati e violenti, le diverse
sensazioni date dai momenti di rilassamento e di tensione, il piacere del
coordinare le attività con quelle degli altri in modo armonico.
Il corpo ha potenzialità espressive e comunicative che si
realizzano in un linguaggio caratterizzato da una propria struttura e da
regole che il bambino apprende attraverso specifici percorsi di
apprendimento: i gesti mimici, sostituiscono o sottolineano la parola,
mantengono la conversazione o la sospendono, esprimono sentimenti ed
emozioni, accompagnano la fruizione musicale.
Le attività informali, di routine e di vita quotidiana, la
vita e i giochi all’aperto sono altrettanto importanti delle attività
espressive e di movimento libero o guidato e possono essere occasione per
l’educazione alla salute attraverso una sensibilizzazione alla
corretta alimentazione e all’igiene personale.
La scuola dell'infanzia mira a sviluppare gradualmente nel
bambino la capacità di leggere, capire e interpretare i messaggi
provenienti dal corpo proprio e altrui, di rispettarlo e di averne cura, di
esprimersi e di comunicare attraverso di esso per giungere ad affinarne la
capacità percettive e di conoscenza degli oggetti, la capacità di
orientarsi nello spazio, di muoversi e di comunicare secondo fantasia e
creatività.
Traguardi per lo sviluppo
della competenza
Il bambino raggiunge una buona autonomia personale
nell’alimentarsi e nel vestirsi, riconosce i segnali del corpo, sa
che cosa fa bene e che cosa fa male, conosce il proprio corpo, le
differenze sessuali e di sviluppo e consegue pratiche corrette di cura di
sé, di igiene e di sana alimentazione.
Prova piacere nel movimento e in diverse forme di attività e
di destrezza quali correre, stare in equilibrio, coordinarsi in altri
giochi individuali e di gruppo che richiedono l’uso di attrezzi e il
rispetto di regole, all’interno della scuola e all’aperto.
Controlla la forza del corpo, valuta il rischio, si coordina
con gli altri.
Esercita le potenzialità sensoriali, conoscitive,
relazionali, ritmiche ed espressive del corpo.
Conosce le diverse parti del corpo e rappresenta il corpo in
stasi e in movimento.
Relativamente alla religione cattolica
Esprime
con il corpo la propria esperienza religiosa per cominciare a manifestare
adeguatamente con i gesti la propria interiorità, emozioni ed immaginazione.
Linguaggi,
creatività, espressione Gestualità, arte, musica, multimedialità
I bambini sono portati a esprimere con immaginazione e
creatività le loro emozioni e i loro pensieri: l’arte orienta questa
propensione, educa al sentire estetico e al piacere del bello. Lo sforzo di
esplorare i materiali, di interpretare e creare sono atteggiamenti che si
manifestano nelle prime esperienze artistiche e che possono estendersi e
appassionare ad altri apprendimenti. I bambini possono esprimersi in
linguaggi differenti: con la voce, il gesto, la drammatizzazione, i suoni,
la musica, la manipolazione e la trasformazione dei materiali più diversi,
le esperienze grafico-pittoriche, i mass-media, ecc. La fruizione di questi
linguaggi educa al senso del bello, alla conoscenza di se stessi, degli
altri e della realtà.
L’incontro dei bambini con l’arte è occasione
per osservare con occhi diversi il mondo che li circonda. I diversi
materiali esplorati con tutti i sensi, le tecniche sperimentate,
confrontate, condivise ed esercitate, le osservazioni di quadri, sculture o
architetture aiuteranno a migliorare la capacità di osservare, coltivare il
piacere della fruizione e ad avvicinare alla cultura e al patrimonio
artistico. I bambini che si cimentano nelle diverse pratiche di pittura, di
manipolazione, di costruzione plastica e meccanica osservano, imitano,
trasformano, interpretano, inventano e raccontano.
La musica è un linguaggio universale, carico di emozioni e
ricco di tradizioni culturali.
Il bambino, interagendo con il paesaggio sonoro, sviluppa le
proprie capacità cognitive e relazionali, impara a percepire, ascoltare,
ricercare e discriminare i suoni all’interno di contesti di
apprendimento significativi.
Esplora le proprie possibilità sonoro-espressive e
simbolico-rappresentative, accrescendo la fiducia nelle proprie
potenzialità. L’ascolto delle produzioni sonore personali lo apre al
piacere di fare musica e alla condivisione di repertori appartenenti a vari
generi musicali.
Il bambino si confronta con i nuovi media e con i nuovi linguaggi
della comunicazione, come spettatore e come attore. La scuola può aiutarlo
a familiarizzare con l’esperienza della multimedialità, favorendo un
contatto attivo con i media e la ricerca delle loro possibilità espressive
e creative.
Traguardi per lo sviluppo della competenza
Il bambino segue con attenzione e con piacere spettacoli di
vario tipo (teatrali, musicali, cinematografici…); sviluppa interesse
per l’ascolto della musica e per la fruizione e l’analisi di
opere d’arte.
Comunica, esprime emozioni, racconta, utilizzando le varie
possibilità che il linguaggio del corpo consente. Inventa storie e si
esprime attraverso diverse forme di rappresentazione e drammatizzazione. Si
esprime attraverso il disegno, la pittura e altre attività manipolative e sa
utilizzare diverse tecniche espressive.
Esplora i materiali che ha a disposizione e li utilizza con
creatività.
Formula piani di azione, individualmente e in gruppo, e
sceglie con cura materiali e strumenti in relazione al progetto da
realizzare.
È preciso, sa rimanere concentrato, si appassiona e sa
portare a termine il proprio lavoro.
Ricostruisce le fasi più significative per comunicare quanto
realizzato.
Scopre il paesaggio sonoro attraverso attività di percezione
e produzione musicale utilizzando voce, corpo e oggetti.
Sperimenta e combina elementi musicali di base, producendo
semplici sequenze sonoro-musicali.
Esplora i primi alfabeti musicali, utilizzando i simboli di
una notazione informale per codificare i suoni percepiti e riprodurli.
Esplora le possibilità offerte dalle tecnologie per fruire
delle diverse forme artistiche, per comunicare e per esprimersi attraverso
di esse.
Relativamente alla religione cattolica
Riconosce
alcuni linguaggi simbolici e figurativi tipici della vita dei cristiani (feste,
preghiere, canti, spazi, arte), per esprimere con creatività il proprio
vissuto religioso.
I discorsi e le parole Comunicazione, lingua, cultura
I bambini apprendono a comunicare verbalmente, a descrivere le
proprie esperienze e il mondo, a conversare e dialogare, a riflettere sulla
lingua, e si avvicinano alla lingua scritta. Attraverso la conoscenza e la
consapevolezza della lingua materna e di altre lingue consolidano
l’identità personale e culturale e si aprono verso altre culture.
I bambini giungono alla scuola dell’infanzia avendo
acquisito le principali strutture linguistiche: hanno appreso,
nell’interazione con i familiari, la lingua materna, le sue
intonazioni e i ritmi, le principali regole del discorso; sanno usare la
lingua per esprimere le proprie intenzioni e i propri
desideri e per interagire con gli altri; hanno osservato e
appreso come le diverse persone comunicano tra loro; hanno avuto contatti
con i messaggi prodotti dai media. Spesso hanno già incontrato lingue
diverse.
La lingua diventa via via uno strumento con il quale giocare
ed esprimersi in modi personali, creativi e sempre più articolati; sul
quale riflettere per comprenderne il funzionamento; attraverso il quale
raccontare e dialogare, pensare logicamente, approfondire le conoscenze,
chiedere spiegazioni e spiegare il proprio punto di vista, progettare,
lasciare tracce.
Se opportunamente guidati, i bambini estendono il patrimonio
lessicale, le competenze grammaticali, conversazionali, logiche e
argomentative, confrontano la propria lingua materna con altre lingue,
formulano ipotesi e si cimentano con l’esplorazione della lingua
scritta. Possono apprendere efficacemente una seconda lingua purché il
contesto sia dotato di senso, l’apprendimento avvenga in modo
naturale, sia inserito nelle attività quotidiane e diventi esso stesso
occasione di riflessione e di dialogo.
La scuola dell’infanzia ha il compito di promuovere in
tutti i bambini la padronanza della lingua italiana e la consapevolezza
dell’importanza dell’uso della propria lingua materna da parte
dei bambini di origini culturali diverse. Offre la possibilità di vivere
contesti di espressione-comunicazione nei quali il bambino possa imparare a
utilizzare la lingua in tutte le sue funzioni e nelle forme necessarie per
addentrarsi nei diversi campi di esperienza. Sollecita le pratiche
linguistiche che mettano i bambini in condizione di scambiare punti di
vista, confrontare le proprie
interpretazioni attorno a fatti ed eventi, esprimere i
propri pensieri, negoziare e condividere con gli altri le proprie opinioni.
Incoraggia il progressivo avvicinarsi dei bambini alla lingua scritta, che
potenzia e dilata gli orizzonti della comunicazione, attraverso la lettura
di libri illustrati e l’analisi dei messaggi presenti
nell’ambiente.
Traguardi per lo sviluppo della competenza
Il bambino sviluppa la padronanza d’uso della lingua
italiana e arricchisce e precisa il proprio lessico.
Sviluppa fiducia e motivazione nell’esprimere e
comunicare agli altri le proprie emozioni, le proprie domande, i propri
ragionamenti e i propri pensieri attraverso il linguaggio verbale,
utilizzandolo in modo differenziato e appropriato nelle diverse attività.
Racconta, inventa, ascolta e comprende le narrazioni e la lettura
di storie, dialoga, discute, chiede spiegazioni e spiega, usa il linguaggio
per progettare le attività e per definirne le regole.
Sviluppa un repertorio linguistico adeguato alle esperienze
e agli apprendimenti compiuti nei diversi campi di esperienza.
Riflette sulla lingua, confronta lingue diverse, riconosce,
apprezza e sperimenta la pluralità linguistica e il linguaggio poetico.
È consapevole della propria lingua materna.
Formula ipotesi sulla lingua scritta e sperimenta le prime
forme di comunicazione attraverso la scrittura, anche utilizzando le
tecnologie.
Relativamente alla
religione cattolica
Impara
alcuni termini del linguaggio cristiano, ascoltando semplici racconti
biblici, ne sa narrare i contenuti riutilizzando i linguaggi appresi, per
sviluppare una comunicazione significativa anche in ambito religioso.
La conoscenza
del mondo Ordine, misura, spazio, tempo, natura
I bambini esplorano la realtà, imparando a organizzare le
proprie esperienze attraverso azioni consapevoli quali il raggruppare, il
comparare, il contare, l’ordinare, l’orientarsi e il
rappresentare con disegni e con parole. Attraverso le attività proposte, le
organizzazioni dei fenomeni naturali e degli organismi viventi, le
conversazioni, le attività ludiche, costruttive o progettuali, il bambino
comincia a capire l’importanza di guardare sempre meglio i fatti del
mondo, confrontando le proprie idee con le idee proposte dagli adulti e
dagli altri bambini.
Partendo da situazioni di vita quotidiana, dal gioco, dalle
domande e dai problemi che nascono dall’esperienza concreta il
bambino comincia a costruire competenze trasversali quali: osservare,
manipolare, interpretare i simboli per rappresentare significati; chiedere
spiegazioni, riflettere, ipotizzare e discutere soluzioni; cogliere il
punto di vista degli altri in relazione al proprio, nelle azioni e nelle
comunicazioni; prevedere, anticipare, osservare, organizzare, ordinare gli
oggetti e le esperienze; interagire con lo spazio in modo consapevole e
compiere i primi tentativi per rappresentarlo; avvicinarsi al numero come
segno e strumento per interpretare la realtà e interagire con essa;
riflettere sulla misura, sull’ordine e sulla relazione; osservare i
viventi, sempre in relazione con aspetti del mondo fisico, mossi dalla
curiosità verso di sé e verso l’ambiente naturale nonché verso le sue
continue trasformazioni; progettare e perseguire progetti nel tempo
documentandone gli sviluppi.
Nella scuola dell’infanzia i bambini apprendono a
organizzarsi gradualmente nel tempo e nello spazio, a partire dai loro
vissuti quotidiani di vita familiare, scolastica, ludica e facendo
riferimento alle attività degli adulti e
agli eventi naturali e culturali. Spazio e tempo sono legati tra
loro nell’esperienza fondamentale del movimento, le cui
caratteristiche di durata, estensione e rapidità costituiscono per i
bambini sia elementi di analisi degli stessi movimenti direttamente
osservati, sia criteri di interpretazione del cambiamento in generale.
I bambini acquisiscono consapevolezza del proprio corpo
attraverso una corrispondente consapevolezza del mondo e viceversa: la
prima “organizzazione fisica” del mondo esterno (forma,
movimento, luce, calore, ecc.) si sviluppa in stretta e reciproca
corrispondenza con i canali di percezione e motricità. In modo analogo il
bambino mette in relazione le funzioni interne e le funzionalità esterne di
qualunque organismo vivente e si accosta alla consapevolezza delle
trasformazioni della materia mettendole in relazione con le esperienze del
proprio corpo.
Il bambino può interpretare qualunque macchina, meccanismo,
strumento, artefatto tecnologico che fa parte della sua esperienza mediante
un contrappunto fra “come è fatto” e “cosa fa”.
L’intreccio fra linguaggio e azione nell’attività di conoscenza
del bambino favorisce la scoperta della varietà degli aspetti del mondo e,
al tempo stesso, promuove l’organizzazione culturale.
Il compito degli insegnanti è quello di rendere i bambini
gradualmente consapevoli della ricchezza potenziale della loro esperienza
quotidiana e dei modi in cui la cultura dà forma a tale esperienza; di assecondarli
e sostenerli nel processo dello sviluppo della competenza e nei loro primi
tentativi di simbolizzare e formalizzare le conoscenze del mondo; di
aiutarli e indirizzarli nel costruire le prime immagini del mondo e di sé
che siano coerenti e significative, a percepire e coltivare il benessere
che deriva dallo stare nell’ambiente naturale.
Traguardi per lo sviluppo della competenza
Il bambino raggruppa e ordina secondo criteri diversi,
confronta e valuta quantità; utilizza semplici simboli per registrare;
compie misurazioni mediante semplici strumenti.
Colloca correttamente nello spazio se stesso, oggetti,
persone; segue correttamente un percorso sulla base di indicazioni verbali.
Si orienta nel tempo della vita quotidiana.
Riferisce eventi del passato recente dimostrando
consapevolezza della loro collocazione temporale; formula correttamente
riflessioni e considerazioni relative al futuro immediato e prossimo.
Coglie le trasformazioni naturali.
Osserva i fenomeni naturali e gli organismi viventi sulla
base di criteri o ipotesi, con attenzione e sistematicità.
Prova interesse per gli artefatti tecnologici, li esplora e
sa scoprirne funzioni e possibili usi.
È curioso, esplorativo, pone domande, discute, confronta
ipotesi, spiegazioni, soluzioni e azioni.
Utilizza un linguaggio appropriato per descrivere le
osservazioni o le esperienze.
Relativamente alla religione cattolica
Osserva
con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, riconosciuto dai
cristiani e da tanti uomini religiosi come dono di Dio Creatore, per
sviluppare sentimenti di responsabilità nei confronti della realtà,
abitandola con fiducia e speranza.
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